Il trading in Opzioni binarie sul forex e news di mercato

di Luigi Boggi Commenta

Un veloce sguardo ai grafici della giornata di ieri ci suggerisce uno scenario complessivo di mercato che ci restituisce fondamentalmente due elementi, di cui uno di metodo e uno di merito: il primo è l’assottigliamento dei volumi e quindi potenzialmente uno scenario di maggiore lateralità alla quale possono poi seguire repentini strappi di volatilità. Il secondo è rappresentato dalla dinamica di mercato che vede ancora un dollaro americano in generale rafforzamento e listini azionari in sostanziale sofferenza.

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L’antefatto lo conosciamo oramai più che bene: i livelli incredibili raggiunti dai listini azionari sono e sono stati totalmente legati all’enorme liquidità nel sistema introdotta in questi anni a suon di Quantitative Easing e tassi radenti lo zero da parte della Federal Reserve. Con il QE ridotto a 25 miliardi su base mese, e naturalmente questo è l’elemento di input non di certo quello causale, spiega Davide Marone di Dailyfx i listini sono andati a stornare sui supporti più importanti nell’ambito di un contesto di mega-distribuzione e di salite senza volumi legate sostanzialmente ad una quasi assenza dal lato dell’offerta. Nella giornata di ieri ne abbiamo avuto ennesima dimostrazione, con l’ulteriore seppur eterogenea caduta dei benchmark azionari; caduta avvenuta anche in maniera piuttosto tecnica dal punto di vista dell’analisi grafica. La domanda che ci ponevamo alcuni giorni fa e che lecitamente continuiamo a rivolgerci è ora se tali ribassi possano essere strutturali e dunque portare ad un vero e proprio sgonfiamento dei prezzi nel medio periodo. La risposta è naturalmente difficile, difficilissima e la migliore risiede in un “probabilmente no”.