Opzioni binarie e cripto. Il futuro dopo l’ultimatum ESMA

di Daniele Pace Commenta

candlestickIl 5 febbraio è il giorno che l’ESMA (Autorità europea sulla sicurezza mercati finanziari) ha stabilito per la product intervention sui Contract for Difference (CFD), i rolling spot forex e le opzioni binarie. Le nuove misure andranno a limitare il trading binario, ma tra le proposte anche alcune misure sui CDF delle criptovalute. L’ art. 40 del Regolamento UE n. 600/2014 (MiFIR) fornisce all’ESMA gli strumenti per regolamentare, se non vietare, alcuni strumenti finanziari ritenuti pericolosi. Il 5 febbraio per il momento è solo una scadenza per le proposte, ma se non si troveranno misure di regolamentazione, si potrebbe assistere ad una vera rivoluzione sul mercato delle binarie.

Per ora si parla solo di misure atte a limitare il coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio. Ad esempio il divieto di pubblicità, e vendita, ad investitori privati di opzioni binarie e CFD.

Sarà la leva finanziaria ad essere limitata, nel mirino dell’ESMA. Il mercato valutario andrebbe limitato, secondo l’autorità europea, con una leva sui CDF tra 30:1 e 5:1, in base alla volatilità.

Sulle cripto, commodities e sugli indici azionari si parla di una leva massima di 20:1 e di 5:1 sulle singole azioni.
Poi la protezione di saldo negativo, da introdurre sui CFD. Ma l’ESMA sta guardando molto alle cripto, per cui si ipotizza di arrivare ad una leva finanziaria di 1:1, se non il divieto assoluto in caso di gravi crisi per i CFD in criptovalute.