Il mancato tapering può agevolare il Super-Euro

di Gianni Commenta

Qualcosa potrebbe cambiare. Nuovi scenari che si aprono, oppure improvvisi cambi di marcia. Registrato il mancato avvio del tapering da parte della FED, ad oggi il ‘rischio’ al quale si va incontro è quello di costruire ancora una volta i presupposti per un boom del cambio euro-dollaro. Cambio che ancora una volta è sopra 1,35 e ormai non è distante dai top dell’anno di area 1,37. Stando agli analisti finanziari di Ubs, il rinvio del piano di ridimensionamento degli stimoli monetari della FED dovrebbe sostenere ancora l’ascesa del cambio euro-dollaro, che ora vanta tutte le carte in regola per raggiungere il massimo del 1° febbraio scorso di 1,3710. Ora rimane da capire cosa deciderà di fare la BCE, nel corso della prossima riunione fissata per il 2 di ottobre.

Le aspettative di avvio del tapering entro la fine del 2013 si sono ora decisamente ridimensionate. In ballo c’è la possibilità di un piccolo tapering con il meeting del Fomc del 30 ottobre, ma tuttavia per nuove indicazioni potrebbe ormai essere necessario aspettare la riunione del prossimo 18 dicembre. Sarà l’ultimo summit con Ben Bernanke al comando dell’istituto monetario di Washington. Infatti a ottobre gli USA dovrebbero preoccuparsi maggiormente del cosiddetto debt ceiling, ovvero il tetto all’mdebitamento pubblico.

La FED ha fatto un dietrofront sul tapering quando ha visto l’impennata dei tassi di mercato, dopo che nel corso della riunione di maggio Bernanke aveva anticipato la possibilità di ridurre il piano di quantitative easing. I rendimenti del T-Note a 10 anni sono volati quasi al 3% e i mutui diventati subito più costosi. Quando i dati sul mercato immobiliare USA hanno evidenziato una frenata, ecco che Bernanke ha deciso di attendere ancora prima di avviare la exit strategy.