L’indice VIX della volatilità

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Quando si fa trading online e anche quando ci dedica a quel particolare settore del trading che sono le opzioni binarie è fondamentale informarsi sui trend finanziari, sull’agenda economica dei vari paesi ma è fondamentale sapere in che termini agire, se vendere prima, se temporeggiare, se vendere in un secondo momento. 

La questione del timing è cruciale dunque e per affrontarla, negli anni, sono state elaborate numerose teorie ed altrettanti indici che dovrebbero guidare gli investitori nella scelta del momento migliore per passare all’azione. Uno degli indici maggiormente utilizzati è il cosiddetto Indice della Volatilità, VIX, conosciuto anche come indice della paura. 

E’ stato elaborato all’inizio degli anni Novanta dal Chicago Board Options Exchange che puntava a conoscere le aspettative sul mercato e la volatilità sul breve periodo. L’indice era ed è tuttora applicato alle opzioni collegate allo S&P. Dopo dieci anni, nel 2003, è stato aggiornato e sembra che riesca a misurare attese e volatilità anche per periodi mediamente lunghi di 30 giorni.

Il VIX è un indice della paura, l’abbiamo già detto. Questo vuol dire che quando l’indice è molto alto, i mercati, in genere, sono sui minimi del breve periodo. Quando i mercati temono un calo vuol dire che per tutelarsi è bene comprare opzioni PUT. Se i prezzi delle opzioni ricominciano a salire, sale anche l’indice. Una volta passata la paura, si vendono le opzioni e il VIX scende.