Perché l’insider trading potrebbe causare la fine del mercato delle azioni

di Gianni Commenta

Di questi tempi, si parla spesso di un possibile crollo degli indici di Borsa. Ancor di più, però, si parla di una ritirata globale dai mercati delle azioni. Una sorta di profezia apocalittica, partita da un’intuizione dell’ex banchiere Satyajit Das. Le sue parole non passano di certo inosservate. La tesi di Das è la seguente: i mercati azionari sono prossimi alla loro fine. Non vuol dire che sono morti, ma di certo come dice l’indiano è “l’ora di chiamare il prete”. Das corrobora la sua tesi con una serie di elementi atti ad illustrare la sua tesi. Fattori che sono sotto gli occhi di tutti. Fattori di natura demografica, fattori che riguardano l’avvento di nuove forze dotate di una fortissima spinta propulsiva e fattori relativo al vento di cambiamento che si respira da anni nell’economia mondiale.

In breve, però, a dare il colpo finale ai mercati azionari potrebbe essere un giro di affari sempre più forte e competitivo, l’insider training. La profezia di Satyajit Das trova nella sempre maggiore sofisticatezza informatica degli “spioni” di Borsa, un ulteriore fattore in grado di allontanare gli investitori dagli scambi. L’impatto dell’insider trading è così corrosivo, secondo Das, cha considerare un’utopia il “piano di gioco livellato”, tanto fedele ai libri di economia statunitensi. Uno dei pochi luoghi dove è ancora in uso.

Infine, a spingere verso un ritoro strategico dai mercati azionari c’è un fattore demografico: Satyajit Das rammenta come l’invecchiamento della popolazione stia portando fasce sempre più ampie a spostare il proprio portafoglio verso strumenti di minor rischio e maggior prudenza, per ottenere rendite e stabilità.