Pirelli, il mercato approva il nuovo piano

di Gianni Commenta

Occhi tutti puntati su Pirelli & C. che oggi ha aperto in Piazza Affari con un +4,2%. La società, che ieri ha rivisitato al ribasso le stime inerenti al fatturato consolidato 2013 a circa 6,2 mld euro dai precedenti 6,3-6,35 mld euro e l’ebit a 790 milioni di euro da 810 milioni di euro, sta esponendo a Londra il nuovo piano industriale.

Pirelli & C. ha l’obiettivo di raggiungere un ebit margin superiore al 15% nel 2017 (13% circa stimato nel 2013). Il piano industriale 2013-2017 della società, come si legge in una nota, si inserisce in un contesto macroeconomico profondamente mutato in confronto a quello precedente, con un 2012 e un 2013 fortemente condizionati dalla crisi che ha colpito in particolare l’economia europea. In Europa, infatti, la difficile situazione congiunturale si è  tradotta in un ritardo di circa 2 anni rispetto a quelle che erano allora le prospettive di crescita dell’area.

Per quanto concerne i target del piano, al 2017 la società mira a raggiungere un roi di circa il 28% (20% stimato nel 2013) e un rapporto debito netto/ebitda in calo a 0,3 volte (1,2 stimato nel 2013). Per quanto riguarda la redditività per business unit, la società prevede un incremento dal 12,5% circa del 2013 al 16% circa nel 2016 per il business car (roi in crescita da circa il 18% al 25% circa nel 2016); dal 15% circa del 2013 a oltre il 17% nel 2016 per il business moto (roi in crescita da circa il 47% a circa il 52%); da oltre il 13,5% nel 2013 a circa il 14% nel 2016 per il business Industrial (roi in crescita da circa il 23% a circa il 27%).

A livello geografico, il contributo a livello di ebit proveniente dalle economie in rapido sviluppo (esclusa Latin America), oggi pari al 20%, è previsto in crescita a quasi il 30% nel 2016 (con un tasso medio di crescita annuo del 22% trainato dal previsto sviluppo del Premium); il contributo a livello di ebit derivante da Latin America, oggi pari al 45%, si attesterà a circa il 35% (con un tasso medio di crescita annuo del 3% e un ebit margin “mid-teen” stabile nel triennio); nei mercati maturi, infine, il contributo all’ebit, oggi pari al 35%, salirà a oltre il 35% nel 2016 (con un tasso medio di crescita annua del 12% legato alla dinamica del Premium e alle maggiori efficienze, in particolare in Europa).