Materie prime: si consuma meno petrolio

di Gianni Commenta

Il consumo di petrolio è in calo e gli analisti ritengono che questo calo dipenda soprattutto dal cambiamento di abitudini negli spostamenti privati. Ma è davvero così? In realtà in questi giorni ha influito parecchio anche la situazione siriana. 

Con tutta l’incertezza legata alla situazione siriana, non potevano non esserci ripercussioni sul prezzo del petrolio. L’oro nero, infatti, è prodotto principalmente in Medioriente e se la situazione politica non è stabile, ne risente anche la finanza a livello internazionale e il portafoglio dei consumatori a livello privato.

In generale prendiamo atto del fatto che a luglio c’è stato un calo dei consumi di petrolio pari al 3,5 per cento. Un danno che ha interessato anche il nostro Erario visto che nell’arco di sette mesi, nelle casse dello stato sono entrati 630 milioni di euro in meno.

Il crollo delle vendite di petrolio sembra legato al cambiamento delle abitudini del trasporto domestico: gli italiani si spostano meno in auto, per tragitti più brevi e se hanno qualche giorno libero fanno vacanze molto contenute. Il calo di consumo di petrolio vuol dire anche calo del consumo di benzina e diesel. Tanto che a crescere c’è soltanto il prezzo del gas.

La performance dell’oro nero corrisponde ai dati negativi sulle immatricolazioni.