Trading online, come è andato nel 2020?

di Valentina Cervelli Commenta

Come gli altri campi della finanza mondiale anche il trading ha ovviamente risentito della pandemia di Coronavirus e delle sue conseguenze? In quale modo lo scopriremo grazie ad un report realizzato da ByTek, che dimostra come questo mercato, forse involontariamente, abbia conquistato un’attenzione ancor maggiore di quella cresciuta negli scorsi anni.

Interesse per trading in crescita durante lockdown

I numeri presentati dal suddetto rapporto, “Coronavirus e trading online” composto dalla società parte del gruppo Datrix, hanno sottolineato come gli italiani, complici il lockdown e la volontà di investire per migliorare la propria condizione economica, abbiano deciso di prestare più attenzione a questo settore, partendo dal desiderio di informarsi sul funzionamento del trading online e delle possibilità che lo stesso possa offrire. Il fatto che le opzioni binarie non siano più disponibili a livello retail in Europa non influisce su questo rinnovato approccio.

Tecnicamente il report ha analizzato quelle che è la dinamica del volume di ricerca su Google partendo da specifiche parole chiave legate al mondo del trading come opzioni binarie, forex, cfd, investire in azioni futures e tutta una serie di nomi dei maggiori broker attivi in Italia come eToro, Plus500, SwissQuote, Cityindex e Pepperstone. Come già anticipato è stato effettivamente riscontrato un aumento delle ricerche nel corso del 2020 con un boom particolare tra marzo e aprile dove le ricerche medie sono passate da poco meno di 1,5 milioni a 3,6 milioni. Va detto che per ciò che concerne il trading ad aver conquistato la corona di più cercato è stato il petrolio mentre con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno l’attenzione si è concentrata maggiormente sul forex.

Forex sempre tra i termini più cercati

Il grande boom delle ricerche vi è stato nel lockdown, ma seppur scemato nei mesi successivi, si è comunque stagliato nettamente sopra i livello registrati nel 2019. La chiave di ricerca che ha mantenuto una certa costante, come spiega il rapporto, è stata quella relativa al forex che ha conservato una sua crescita anche quando l’attenzione generale è diminuita. eToro e Plus500 sono i broker più ricercati, sintomo che in qualche modo la percezione degli italiani in merito alla reputazione di questi due portali è positiva a prescindere dall’uso o meno che se ne è fatto.

Ricapitolando, tra marzo ed aprile l’attenzione degli italiani si è fissata in modo particolare sul greggio e nello specifico di tutto ciò che riguardava il prezzo del petrolio e i futures del petrolio, come a voler sottolineare un attenzione volta ad un possibile investimento. Con l’autunno si è passati a un maggiore interesse per per il  trading online legato al forex.