Italia, la crisi politica fa salire lo spread

di Gianni Commenta

Le beghe politiche degli ultimi tempi fanno aumentare lo spread e la Spagna torna a essere meglio piazzata rispetto al nostro Paese. Le borse europee rimangono in perdita, con Milano reduce dalle peggiori performance. L’indice Ftse Mib ora stabilisce un -0,75% a 17.739 punti. Oggi il ministero del Tesoro ha collocato un totale di 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni. Il rendimento dei 3 miliardi di decennali è aumentato dal 4,46% al 4,50%. Il tasso dei 3 miliardi di quinquennali è rimasto stabile al 3,38%.

In più c’è da dire che la domanda dei Btp a 10 anni è diminuita con un rapporto di copertura passato a 1,38 da 1,52. Così il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si è portato a 262 punti per un rendimento del 4,41%. Il differenziale Bonos/Bund segna 257 punti per un tasso del 4,35%.

Riguardo all’andamento dello spread pesano anche le voci di un downgrade in arrivo per l’Italia. Il Tesoro ha comunicato di non aver ricevuto alcuna comunicazione di downgrade da parte dalle agenzie di rating.

Le tensioni degli ultimi giorni sono state gonfiate anche dalla minaccia di dimissioni in massa da parte dei parlamentari del Pdl se il 4 ottobre la giunta per le elezioni del Senato dovesse votare la decadenza del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale. Oggi il premier, Enrico Letta, incontrerà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per valutare la situazione.

Il Pd desidera che il chiarimento e un’eventuale crisi di governo avvenga in Parlamento, come ha sottolineato oggi il segretario, Gugliemo Epifani. Un chiarimento che riguardi non soltanto la tutela delle istituzioni ma anche la politica economica del governo, alle prese in queste ore con la manovra per riportare in ordine i conti 2013 e la legge di stabilità per il prossimo anno.

Intanto, proprio in giornata il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ricordando il pensiero di Luigi Spaventa, ha sottolineato che il deficit di concorrenza, la scarsa produttività nei servizi e l’evasione fiscale spiegano l’anomalia italiana e le gravi difficoltà nelle quali oggi versa la nostra economia.