Previsioni: la parola agli indici PMI

di Gianni Commenta

L’economia europea è in crisi e si prevede una contrazione del PIL anche per il secondo trimestre dell’anno. I sei mesi del 2013 che stiamo per mandare in cantina sono stati decisamente i peggiori da quando è cominciata la crisi. Soprattutto perché tutti continuano a parlare di ripresa.

Per capire a che punto è la nostra economia, è bene interrogarsi sull’andamento dell’indice PMI che restituisce l’immagine di vitalità o di depressione dell’economia di un paese o di un continente. Per esempio, se la Cina rallenta come è stato indicato da più parti, è chiaro che diminuiranno anche gli indici PMI. E così è stato con un contraccolpo avvertito persino dalla borsa di Tokyo.

Gli indici PMI in Europa, contrariamente a quanto preventivato, sono in crescita e registrano dei miglioramenti importanti. Il problema è che l’indice PMI fotografa una situazione ma non riesce ad esprimere delle vision per il futuro. Si sa allora che la ripresa si è allontanata e che il secondo trimestre dell’anno sarà ancora un periodo di contrazione.

L’indice PMI composito rilasciato da Markit, tuttavia, prevede che l’Eurozona cresca, visto che c’è stato un aumento degli indici anche locali e settoriali. Per esempio sono aumentati l’indice PMI dei servizi e quello del settore manifatturiero. A livello locale è arrivato al massimo l’indice tedesco mentre arretra ancora quello francese.