I dati raccontano la recessione dell’UE

di Gianni Commenta

La contrazione dell’economia europea sembra rallentata ma la fine del tunnel della crisi sembra ancora lontana. I messaggi che arrivano dal quadro di novembre sono positivi ma è probabile che, visti i rialzi così contenuti degli indici, la recessione continui anche nel 2013. 

Il quarto trimestre dell’anno dovrebbe concludersi ancora con una lieve recessione ma la corsa sul piano inclinato sembra rallentata e questo è positivo per tutti i paesi dell’UE che sviluppano gran parte del loro business nei confini dell’Eurozona.

L’indice PMI dell’UE che tiene il polso delle transazioni aziendali ha fatto un leggero passo in avanti dal 45,7 al 46,5 per cento nel mese di novembre. Molto meglio di quanto avevano previsto gli analisti ma non si può dire di essere fuori dalla crisi, anzi.

E’ probabile che questi dati restino immutati nel primo trimestre del 2013, visto che i consumatori non accennano ad aumentare la domanda di servizi, le imprese, da parte loro, sono sfiduciate nei riguardi del futuro e in generale le transazioni globali sono diminuite.

Il fatto che la recessione sia ancora nell’aria si nota anche dall’analisi del PMI di Francia, Spagna, Italia e Germania, al di sotto della soglia del 50 per cento. Questi dati indicano la persistenza della recessione. Un segnale positivo arriva soltanto dall’Irlanda che ha raggiunto un PMI del 55,3 per cento.