Immobiliare: Italia indietro agli anni Ottanta

di Redazione Commenta

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Mentre scopriamo dall’analisi dell’indice UBS che il mercato immobiliare elvetico è vicino alla crisi, dobbiamo prendere atto dei cambiamenti presenti nella società italiana, soprattutto in relazione ai mutui. 

I nostri vicini svizzeri, in questo momento, sono alle prese con un indice UBS superiore al livello di guardia che dovrebbe essere prossimo all’unità. Sull’Italia, invece, si prende atto di una riduzione della contrazione del numero delle domande di mutui residenziali.

Le famiglie italiane che nel primo trimestre del 2012 avevano visto crollare le domande di mutuo del 42 per cento, adesso si trovano davanti ad una contrazione più contenuta dell’11 per cento. A dirlo è la Bussola Mutui, nel suo bollettino trimestrale elaborato in modo congiunto dal Crif e da Mutuisupermarket.it

Il trend di crescita delle richieste di mutuo a tasso fisso, che erano il 10 per cento nel primo trimestre del 2012, nel primo trimestre dell’anno in corso, invece, sono del 16 per cento. A trainare le richieste è l’IRS che continua ad essere ai livelli prossimi allo zero, o comunque ai minimi storici. 

Diminuisce comunque anche l’importo medio richiesto dalle famiglie che nel 2011 era di 137 mila euro ed ora, invece, a distanza di due anni, è di 127 mila euro. Per le durate dei piani d’ammortamento sono invece sempre preferiti i rimborsi trentennali.