Azioni: Richemont scatenato contro i falsari

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Il tribunale di New York è stato un valido supporto per l’azienda svizzera Richemont che è riuscita a far chiudere ben 2700 siti cinesi che commerciavano prodotti di lusso taroccati. La vicenda che rafforza le imprese del lusso

Le imprese attive nel settore del lusso, nell’ultimo anno di contrattazioni, distintosi per l’acuirsi della crisi, sono riuscite a rimanere a galla perché il loro business era rivolto a territori altolocati dove in fondo la crisi si è sentita meno.

Le imprese del lusso, però, piuttosto che combattere con la crisi, devono combattere contro i falsari e se la lotta va a buon fine, ne escono decisamente vittoriose, anche sul piano azionario. E’ il caso dell’azienda svizzera Richemont che ha ricorso al tribunale di New York per mettere in manette due personaggi cinesi che commerciavano prodotti di lusso taroccati.

La lotta alla contraffazione si è conclusa con le buone notizie per l’azienda svizzera che ha sgominato una banda di falsari cinesi che facevano capo a Tony Chen e a Fan Bao Dian. Questi due cittadini cinesi, tramite internet, avevano messo in piedi un vero e proprio traffico illecito di orologi di marca contraffatti, che somigliavano tantissimo ai Cartier, ai Baume & Mercier, ai Jaeger-LeCoultre.