Italia: dal 2008 chiude un’impresa su cinque

di Gianni Commenta

Il periodo storico che stiamo vivendo non incoraggia certamente le imprese tricolore, anzi, dal 2008 al 2012, dicono le statistiche ufficiali della CGIA di Mestre, ha chiuso un’impresa su tre. Non si può, comunque, dare la colpa soltanto alla crisi economica. 

L’allarme che invia la CGIA alla politica e alla società civile, vuole essere un affondo contro il sistema dei pagamenti che interessa il nostro paese. Da tempo, infatti, sentiamo parlare di ritardi nei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni e tutto sembra adesso soffermarsi su questo particolare.

Infatti, un po’ per la crisi, ma soprattutto per i crediti che le imprese possono vantare nei confronti delle PA, siamo giunti ad una situazione insostenibile. L’ultima ricognizione effettuata parla di debiti per 120 miliardi di euro, accumulatisi negli anni per i ritardi nei pagamenti. 15 mila imprenditori hanno dovuto così chiudere le loro imprese.

La situazione si fa sempre più drammatica e anche quanto detto dalla Banca d’Italia qualche mese fa, adesso, sembra superato. A marzo, i ricercato di via Nazionale, parlavano di un debito di 91 miliardi di euro che è salito rapidamente fino a quota 120. Com’è possibile? Tutto dipende dalla considerazione o meno, negli studi, delle imprese con meno di 20 addetti. Queste realtà rappresentano il 98 per cento delle PMI tricolore.