Italia: declassate 18 banche

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Standard&Poor’s ha declassato prima il nostro paese e poi gli istituti di credito, 18 banche per l’esattezza, quasi ad additare i responsabili della crisi che sta vivendo l’Italia. Se in un paese perdura la crisi economica, ci deve pur essere un fattore scatenante e non si può certo dare tutta la colpa all’instabilità politica. I palazzi del potere incidono sicuramente ma il declassamento dell’Italia deve essere cercato anche altrove.

Standard&Poor’s pensa di cercare nel mondo delle banche e quindi, dopo aver declassato il paese, ha pensato di declassare anche 18 banche tricolore mettendo al sicuro gli istituti più importanti, tra cui Unicredit ed Intesa Sanpaolo.

Il declassamento, a detta dell’agenzia di rating, nasce dal perdurare della crisi che sta mettendo davvero in crisi il nostro paese. La recessione è profonda e strutturale e non è detto che le nostre banche riescono a resistere a lungo. In fondo la crisi è scoppiata sempre per via di qualche istituto di credito.

Le banche declassate da Standard&Poor’s si sono viste tagliare il rating sul debito di lungo termine. Si tratta di UBI, Credem, FGA Capital, Iccrea Holding, MedioCredito Centrale, BP di Vicenza, Veneto banca, BPM, BP dell’Emilia Romagna, BP Società Cooperativa, Unipol, Agos Ducato e Carige.