Italia: tanti errori tra spesa pubblica e fisco

di Gianni Commenta

L’Italia è considerata da più parti un paese di spendaccioni e in effetti se si vanno a fare i conti delle spese sostenute dallo Stato ci si rende conto che qualcosa non quadra, anche in considerazione della pressione fiscale. 

La pressione fiscale elevata è stata giustificata dalla necessità di spesa degli enti locali. Il problema è che ad un incremento del quantitativo di imposte c’è stato un aumento della spesa pubblica. In un decennio, quello sotto esame, che da dal 2001 al 2012, la spesa pubblica è passata da 536 a 805 miliardi di euro, un aumento che in termini percentuali è del 50,1 per cento.

Secondo i dati a disposizione, sembra che sia aumentata anche la spesa corrente, passata da 485 a 759 miliardi di euro. Per spesa corrente s’intendono i soldi versati per finanziare i pubblici servizi.

Nei bilanci è sempre presente anche la voce “spesa in conto capitale” che serve a contare tutti gli investimenti che sono stati fatti dalla Pubblica Amministrazione. In questo caso la spesa si può dire in calo visto che è passata da 51 a 46 miliardi di euro. Un ribasso del 9,8% contenuto ma importante.

La situazione che dobbiamo fronteggiare adesso è indipendente dai politici che sono stati al Governo, visto che sia il centrodestra, sia il centrosinistra, hanno soltanto aumentato invece che ridurre la spesa pubblica.