Borsa: la questione delle banche centrali

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Le banche centrali, un po’ come le agenzie di rating, sono finite nell’occhio del ciclone della finanza perché con il loro atteggiamento prolungato nel tempo, hanno finito per danneggiare, anziché favorire lo sviluppo dei paesi. 

Le banche centrali in questo momento sono criticate da più fronti perché con la loro politica dei tassi ribassista, non sembrano andare nella stessa direzione del mercato. O meglio, fanno una politica basata sulle comunicazioni ufficiali che finisce per essere molto parolaia e capace d’indirizzare il mercato “a prescindere”.

Anche nelle comunicazioni, quindi, è necessario che ci sia una maggiore disciplina e che gli investitori abbiano la possibilità di rendersi conto delle scelte effettuate a livello centrale, in tempo utile e con obiettività. Ci sono già delle banche che hanno disciplinato il cosiddetto forward guidance come la Risk Bank di Stoccolma, adesso è necessario sdoganare anche l’informazione della Banca Centrale Europea e delle sue omologhe.

Tra l’altro, secondo alcuni critici molto seguiti nel panorama finanziario, la stessa crisi non è stata causata affatto dagli investimenti sconsiderati di alcune aziende, quanto piuttosto da quello che hanno deciso le banche centrali. Insomma, per analisti come Robert Hetzel, la crisi è stata causata dalla banca centrale e non dalla Lehman Brothers.