Brasile: capitali in fuga dal paese?

di Redazione Commenta

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L’economia brasiliana sta attraversando una fase molto critica e come nella peggiore delle tradizioni europee, le incertezze economiche si accompagnano all’instabilità politica del governo. Il popolo brasiliano ha reagito con forza all’instabilità e alla crisi economiche e infatti, durante la competizione calcistica si sono verificati numerosi scontri. Si teme il peggio anche per i mondiali di calcio del 2014.

Gli scontri che hanno opposto la polizia ai manifestanti sono stati molto duri e hanno impressionato tutti i media. La scintilla che ha acceso il detonatore della protesta è stato l’aumento dei prezzi dei biglietti per il trasporto pubblico. Adesso il governo brasiliano ha pensato di annullare i rincari per evitare l’acuirsi degli scontri.

La crisi brasiliana è tanto più importante se si considera che interessa un paese emergente che nonostante sia destinato a crescere più dei paesi in crisi, adesso sembra accusare il clima finanziario globale.

L’andamento di questa porzione di Sudamerica si aggiunge alla crisi che ha incrinato in modo pericoloso anche il PIL cinese. In più ad aggravare la situazione c’è anche il calo dei prezzi delle commodities e, per quanto riguarda il contesto americano, c’è da aggiungere la decisione della FED di rallentare il piano d’acquisti entro la fine dell’anno per abbandonarlo dal 2014.