Usa a rischio downgrade?

di Redazione Commenta

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Per il presidente Barack Obama e per gli Stati Uniti si sta avvicinando lo stesso incubo dell’estate di due anni fa, quando soltanto a un giorno dal temuto default del 2 agosto, il Congresso raggiunse un accordo per innalzare il tetto del debito (“debt ceiling”). Cosa che non evitò il primo declassamento nella storia storia dei Treasuries da parte di S&P.

A differenza di due anni fa, ora i guai sono persino più grandi. Oltre che sul tetto del debito, l’accordo non si trova nemmeno sul nuovo bugdet federale, con quello vecchio in scadenza al 30 settembre. Il combinato del fallimento delle due trattative porterebbe a uno scenario da incubo. Tanto che il presidente ha alzato la voce e ha giudicato “irresponsabile che il Congresso minacci il default”.

Stando al segretario al Tesoro, Jack Lew, il governo avrebbe in cassa solo 30 miliardi di dollari al 17 di ottobre, data ultima per evitare il default, visto che successivamente non si potrebbero più onorare gli interessi sul debito. Spiccioli, se si pensa che spesso si arriva a una spesa governativa di 60 miliardi di dollari in un solo giorno. Lew ha invitato Repubblicani e Democratici a trovare un accordo entro il 30 settembre, data di scadenza per l’approvazione del nuovo budget.

Secondo gli analisti di Credit Suisse, a causa di entrate inferiori alle attese, la data ultima oltre la quale scatterebbe l’impossibilità di onorare il debito sarebbe il 24 di ottobre. In precedenza, lo stesso Tesoro americano aveva fissato a fine novembre la data ultima per evitare il default. Non cambia la sostanza. Da qui a tre settimane, gli USA potrebbero non essere più nelle condizioni di pagare gli interessi sul debito, sebbene per problemi tecnici.

Non solo. In assenza di un nuovo budget, dall’1 ottobre e per due settimane, il governo dovrebbe stoppare tutte le spese, tranne quelle essenziali, dando vita al cosiddetto “shutdown”. E secondo gli analisti, ciò potrebbe impattare negativamente sul pil dello 0,3%.