Auto: nonostante la crisi salgono gli stipendi

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Il settore delle auto motive è in crisi, il crollo delle vendite e delle immatricolazioni è soltanto il sintomo più evidente di una crisi strutturale delle aziende che sono attive nel settore. Eppure qualche “buona” notizia sembra esserci.

Il settore auto in Europa come in Italia è in crisi, da mesi,anzi potremmo dire anche da anni. Il fatto è che le vendite continuano a scendere e non è solo una questione di Fiat. Anzi, tutto sommato l’azienda torinese, capito con anticipo il tracollo ha operato una mossa strategia: ha affidato a Sergio Marchionne la guida dell’azienda.

L’uomo dai legami vantaggiosi, Sergio Marchionne che ha portato subito a casa un successo interessante: la “fusione con Chrysler”. Questa scelta di americanizzare l’azienda non è che sia stata proprio un successo su tutti i fronti. Il guadagno in termini di management sembra indiscusso ma in termini di fatturato non si può dire lo stesso.

Il gruppo Fiat ha chiuso con profitti di 1 miliardo il 2011 e, ad un anno di distanza, ha chiuso il 2012 con un buco equivalente da un miliardo di euro. La reazione sembra scontata: si faranno dei sacrifici. Tutti ma non Marchionne che tra il 2011 e il 2012 ha visto aumentare del 47,7 per cento il proprio stipendio con il passaggio da 5 a 7,4 milioni di euro di remunerazione.