La fase due del DL Sviluppo

di Redazione Commenta

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Il panorama politico italiano è segnato sicuramente da quel che accade in Spagna e in Francia, un po’ come le maggiori borse europee, ma nel nostro paese si sta svolgendo anche una regolare attività politica che porta a leggi e decreti legge che possono orientare le scelte degli investitori. 

Un paese che dimostri di fare investimenti oculati in settori che gli garantiranno sopravvivenza e sviluppo nei prossimi anni, è sicuramente un paese che merita investimenti corposi. Cosa ne pensano allora all’estero, nell’ambito finanziario, dell’operato del Governo Monti?

Il nostro premier bocconiano riscuote fiducia e consensi ma a volte sembra frettoloso nel proporre decreti legge. Stavolta, per esempio, Napolitano è dovuto intervenire per definire gli interventi, davvero urgenti, quelli che non possono essere “legiferati” con strumenti adatti alle situazioni d’emergenza.

Il Decreto Sviluppo, il cui primo firmatario è proprio Passera, è arrivato alla stesura definitiva che ha ridotto pesantemente il numero degli articoli. Oggi sono soltanto 38 rispetto ai 58 preventivati. Si prendono in considerazione punti caldi per le imprese più che per i cittadini.

Per esempio le detrazioni Irpef, a livello triennale, per le startup, fino ad un massimo del 19 per cento del capitale investito. Da aggiungere anche la detassazione per le nuove infrastrutture, il bancomat obbligatorio e una riforma dell’RC Auto.