Soia e cereali: quotazioni sull’otto volante

di Gianni Commenta

Abbiamo riaperto la settimana di contrattazioni illustrando quel che è accaduto all’asta dei titoli di stato e al rendimento dei nostri Btp, ma abbiamo anche parlato del mercato del legno e delle iniziative inglesi per far ripartire l’economia. 

L’Italia ha reagito bene al downgrade deciso da Moody’s, tanto che nell’ultima asta di titoli di stato, i nostri Btp di breve e medio periodo hanno avuto addirittura un rendimento in calo.

Questa è la buona notizia. Sul versante delle cattive notizie, invece, bisogna ricordare quel che è accaduto sul mercato del legno dove si è registrato un calo della produzione, probabilmente legato al rallentamento del settore edilizio. Non basta. Si deve anche parlare delle quotazioni di soia e cereali.

In quest’ultimo caso, infatti, a farne le spese sono i consumatori finali che potrebbero dover combattere con un innalzamento dei prezzi delle materie prime. Crescono infatti i prezzi di mais, grano e soia. L’inversione di tendenza tanto attesa, però, non è all’orizzonte.

Il che vuol dire che nel breve periodo si potrebbe avere un incremento dei costi degli alimenti a base di cereali, per esempi pane e pasta, ma anche un aumento dei costi di carni e latticini visto che molti mangimi animali usano i cereali per base.

Il mais, per esempio, ha raggiunto il record storico di 794 cents per bushel. Stessa cosa per il frumento e i semi di soia che hanno sfiorato le soglie massime già nella settimana passata.