Titoli web: è finita la pacchia

di Gianni Commenta

L’analista finanziario sa prevedere scenari come quello che stiamo vivendo dove alla crisi finanziaria di Facebook, quasi per contagio, corrisponde anche la crisi di tanti altri titoli legati al web che gli investitori temono facciano parte di una bolla speculativa. 

La parabola disastrosa di Facebook, vi sia d’esempio! E’ questo il messaggio che gli investitori vogliono in qualche modo lanciare al mondo finanziario. Il social network più famoso e popolato del mondo, infatti, nonostante i successi in rete, ha avuto un debutto pessimo in borsa.

Dopo l’Ipo con diversi problemi nella definizione dei prezzi, c’è stata una parabola discendente che ha portato il titolo “blu” a perdere il 50 per cento del proprio valore. Tutto dipende dal fatto che sono stati gonfiati i prezzi all’inizio ma è naturale che qualche dubbio anche sulle altre società internet, adesso, ci sia.

Per esempio inizia a dare da pensare quello che succede in Borsa a TripAdvisor, il sito web che da anni è legato ai servizi turistici e si occupa di dare opinioni sulle mete dei viaggi scelti dagli internauti. Le sue azioni, in un mese, hanno perso il 22,8 per cento del valore.

Perdite analoghe, vicine al 20 per cento, riguardano anche Netflix che si occupa della vendita su web di programmi tv e film. Ma l’elenco potrebbe andare avanti ancora per un po’.

Chi investe in opzioni binarie farebbe bene ad acquistare opzioni down su certi titoli oppure a tenersi alla larga dalle aziende che operano sul web: la bolla speculativa potrebbe esplodere da un momento all’altro.