Italia: tagliate anche le spese per TLC

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ECONOMIA-FINANZA-SOLDI

Fino a questo momento l’Italia era stata graziata dalla crisi dei consumi che aveva interessato tutti i settori non afferenti all’alimentare e alla telefonia. Insomma, quasi che agli italiani interessasse soltanto mangiare e telefonare. 

La crisi dei consumi adesso rilevata dall’indicatore di Confcommercio, invece, è sempre più pesante. L’associazione registra una contrazione pari al 3,9 per cento su base annua dei consumi. In 20 mesi, questa è la diciassettesima volta che si assiste ad una variazione negativa dei consumi.

A preoccupare, però, non è tanto la preferenza espressa dagli italiani per i discount, quanto piuttosto il calo registrato nel settore dei beni e dei servizi per le telecomunicazioni. In genere questo settore è sempre risultato in controtendenza, adesso si parla invece di flessione del 2,5 per cento su base mensile.

A pesare su questo ripensamento (giochi di parole a parte) è sicuramente il calo dell’occupazione che ha reso insostenibili anche alcune spese programmate da tempo e considerate importanti. I posti di lavoro sono stati tagliati e con le opportune correzioni legate al lavoro stagionale, si scopre che la situazione è davvero triste.

A maggio, la stessa produzione industriale è stata in calo in termini congiunturali dello 0,1 per cento. Un dato opposto a quello registrato ad aprile: +0,2%.