Ridotta la produzione di pellet in Brasile

di Gianni Commenta

 

Mentre in Italia si discute ancora dell’opportunità di chiudere o tenere in attività lo stabilimento Ilva di Taranto, occorre prendere atto che a livello mondiale c’è un rallentamento della domanda di ferro e di pellet che richiede una riduzione dell’offerta di questi materiali. 

Il caso emblematico, in questo senso, è quello dell’azienda brasiliana Vale che è responsabile del 25 per cento circa delle forniture mondiali di minerale di ferro. Visto il rallentamento dello sviluppo cinese e considerata la crisi a livello globale, l’azienda Vale ha deciso di sospendere la produzione di pellet nei suoi altiforni.

In particolare è stato stabilito che da oggi sarà chiuso lo stabilimento di Sao Luis situato al nord del Paese ma poi dal 13 novembre si dirà addio anche agli impianti Tibarao I e II nel Sud Est brasiliano.

Per capire l’impatto di questa decisione è sufficiente ricordare che questi tre impianti, nel primo semestre dell’anno, avevano prodotto 4,9 milioni di tonnellate di pellet che equivalgono al 18 per cento della produzione totale dell’azienda.

La situazione di crisi è da imputare sicuramente alla fine della siderurgia a livello mondiale ma va collegata anche al rallentamento della crescita e dell’espansione della Cina. Chi compra opzioni binarie legate al mercato delle materie prime, può stimare nel breve periodo un dimezzamento del prezzo del minerale dal 2011 al 2013. Se nel 2011, infatti, un tonnellata di ferro costava 191,90 dollari, nel 2013 potrebbe essere “svenduta” a 50 dollari.