Italia: quanto vale il lavoro minorile

di Gianni Commenta

L’Italia, vuoi per la crisi, vuoi per il fatto di avere avuto uno sviluppo economico molto particolare, resta l’osservato speciale nell’Europa contemporanea. Di recente un altro rapporto cerca di influenzare la considerazione del nostro paese, quello sul lavoro minorile. Entriamo nei dettagli del lavoro dell’Associazione Bruno Trentin e di Save the Children. 

L’Associazione Bruno Trentin e Save The Children hanno spiegato che nel nostro paese ci sono circa 30 mila ragazzi che non hanno ancora compiuto 15 anni e vivono in condizioni definite “pericolose”. In realtà, non sono bambini che abitano zone fatiscenti o sono marginalizzati ma si tratta di bambini-lavoratori, impiegati nella ristorazione, nella vendita, nel lavoro di campagna.

I baby lavoratori sono inseriti nel 18,7 per cento dei casi nel settore della ristorazione, nel 14,7 per cento dei casi nel settore della vendita e nel 13,6 per cento dei casi nel lavoro di campagna. Una situazione, quella descritta nel rapporto, che risulta molto più estesa al Sud che nel resto del territorio italiano.

In totale, considerando la giovane popolazione compresa tra i 7 e i 15 anni, scopriamo che dell’insieme fanno parte 260 mila lavoratori. Nella maggior parte dei casi hanno ereditato l’occupazione dei genitori, ma in tutti i casi, la mansione ricoperta è destinata ad influire sul loro modo di essere e far parte della società.